Istituto Comprensivo di Forino

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

Menu principale:


IL Santo Patrono *S.Nicola di Bari*

Territorio > Forino e la storia

Forino e San Nicola:
fede, storia, leggende
  

Documenti, tradizioni orali, testimonianze del passato sono la fonte più vera per mantenere viva la nostra memoria storica, per non cancellarla, per non dimenticarla e trasmetterla, così come l’abbiamo ricevuta, alle altre generazioni.
E’ proprio lo stretto legame tra San Nicola e i Forinesi a caratterizzare la vita stessa del paese, sin da quando il culto per il venerato Arcivescovo di Mira fu introdotto dai primi dominatori Greci, subentrati ai Sanniti, poiché erano grandi devoti di quel santo.
 I forinesi, che sempre, nel corso della loro storia, si sono rivolti all’amato Santo protettore ogni volta che si trovavano in grave pericolo, incominciarono a raccogliersi e a pregare intorno ad una rozza immagine del Santo, che la leggenda vuole inizialmente sospesa ad un albero, costruendo, successivamente, una rudimentale cappella dove, intorno all’anno 1000, fu collocata una statua lignea del Santo che nell’anno 1975 fu rubata. In questa effige il Santo viene raffigurato con i suoi paramenti Vescovili, seduto nell’atto di benedire e con il volto un po’ irato.
Fu la prima Chiesa di Forino, sorta sulla collina dove sorgeva il Castello Feudale; di questo castello le notizie sono scarse, probabilmente sorgeva dove attualmente sono visibili solo brevi tratti delle cortine murarie perimetrali ed il basamento lievemente scarpato di una torre quadrangolare in pietrame informe.
Per ciò che riguarda le caratteristiche architettoniche del primitivo maniero, si può dire solo che esso era disposto in posizione dominante e possedeva opere difensive tali da renderlo tra i più invulnerabili della zona. Ancora adesso dalle rovine, coperte dalla vegetazione che non permette una lettura planimetrica della fortezza, si evidenzia la grande importanza strategica della postazione militare, abbandonata completamente dai Caracciolo in epoca seicentesca per non essere poi più utilizzata nel corso dei secoli.
 Il titolo caratteristico dato a San Nicola dalla schietta e genuina pietà della gente del popolo, dalla storia dalle Chiese greche e latine, è quella di taumaturgo, che significa “ operatore dei miracoli”. Questi miracoli non hanno limiti di temo, di spazio e di luogo : San Nicola li operò in vita e in morte, in terra e in mare, dal IV secolo sino ad oggi e , siamo certi , che continuerà ad operarli anche nei secoli futuri.
Un altro titolo tradizionale, particolarmente caro alla devozione popolare, attribuitogli è anche quello di “ Santo ausiliatore”, cioè soccorritore, colui che dà aiuto e soccorso in ogni necessità.
Il suo intervento è stato richiesto durante molti eventi naturali che colpirono l’intera penisola,e il nostro paese in particolare,in tempi ormai lontani, ma la sua protezione è stata individuata anche quando non espressamente richiesta, come la tradizione popolare narra allorquando i Saraceni, che marciavano verso Forino, tornarono indietro non appena si accorsero del Castello e della montagna pieni di soldati.
Sempre e comunque i Forinesi si sono rivolti fiduciosi al loro Santo che, dall’alto della collina, era ed è un faro che emana luce e protezione al suo popolo e che ha ascoltato ed esaudito le loro richieste, sia personali, sia quando gli erano rivolte dall’intera comunità in occasione di disastri naturali o epidemie.
Un avvenimento religioso di cui la nostra Forino porta ancora oggi il ricordo indelebile e perpetuo nelle sue secolari tradizioni,è sicuramente la grave epidemia di colera che infestò il nostro paese nel 1866.Di questo avvenimento ne parla in maniera minuziosamente dettagliata,Padre Antonio Girolamo Tornatore nella sua “Storia di Forino” e nel suo Bollettino Quindicinale “La Campana”.
Era il 1866 ,l’Italia aveva da poco raggiunto l’unità ; era, purtroppo, reduce dalla sconfitta della 3°guerra d’Indipendenza,quando la normalità del Paese fu sconvolta dalle continue e preoccupanti notizie che rimbalzavano giornalmente da Napoli e comuni limitrofi .
L’attenzione popolare era catturata dall’esistenza di un morbo crudele e cieco, “con adito pestifero” che, dopo aver mietuto migliaia di vittime nella vicina Napoli si dirigeva con estrema rapidità verso la nostra terra, per seminarvi terrore e morte. In effetti, tali notizie si trasformarono ben presto in realtà.
 Il colera,questa tremenda malattia infettiva, acuta, epidemica ed endemica, caratterizzata da diarrea, vomiti, crampi muscolari, arresto della secrezione urinaria, collasso, è causata dal vibrione del colera o bacillo virgola, così detto per la sua forma. Si diffonde attraverso l’acqua infetta,le mosche e le formiche che possono inquinare gli alimenti. La malattia è sempre grave e dà una elevata mortalità. La profilassi consiste nella pulizia personale, nell’impedire la contaminazione dei cibi, nel bere acqua bollita e, oggi, nel ricorrere alla vaccinazione.
All’epoca, importato dal napoletano, piombò in modo violento e autoritario anche a Forino dove l’impatto fu terrificante, ma, in questa spaventosa situazione, tutto il popolo di Forino, con umiltà ed infinita speranza, fece ancora una volta ricorso al Santo Protettore.
Vestiti di sacco, salirono a piedi scalzi la collina del Santo piangendo e implorando con lacrime e preghiere, la liberazione dal micidiale contagio e, come in tante altre occasioni, il Santo non ignorò l’umile e devota voce dei suoi fedeli .
Da quel momento più nessuno fu colpito dal tremendo colera, anzi le persone in precedenza ammalatesi, inspiegabilmente, guarirono.Questo avvenimento fu interpretato come un segno della benevolenza del Santo Protettore, tanto che il popolo di Forino rispose con grande entusiasmo e manifestando anche esteriormente il loro entusiasmo e la loro devozione nei confronti del vescovo di Mira.
E’ in questo periodo che nasce la tradizione della processione, quando, per la prima volta nella storia di Forino e Casali(Castello, Contrada, Petruro, Celzi, Creta e Casaldamato), l’antica, artistica e millenaria statua lignea del Santo venne portata in processione tra ali di folla imploranti nel paese dove furono celebrati grandiosi festeggiamenti.
A tale scopo, fu nominata una commissione formata dai signori: Giovanni Fanelli Agnello Parise, Nicola Siniscalchi il cui primo intento fu quello di bandire un concorso per individuare una nuova immagine del Santo. Furono presentate numerosi bozzetti da parte di molti artisti napoletani .
Fu scelta l’immagine del Vescovo di Mira in atto di benedire . Questa statua fu realizzata a spesa dei cittadini, come segno concreto di ringraziamento per la protezione che avevano ricevuto dal Santo in occasione  anche della successiva epidemia di colera del 1884
Da allora, ogni anno si rinnova il sacro e coinvolgente rito del trasporto della statua dalla collina al paese, dove giunge a notte inoltrata ed attraversa le strade illuminate, oggi come allora, dai falò predisposti dai forinesi .
Così come in occasione di altre calamità naturali, quali il colera del 1911. l’eruzione del Vesuvio del 1905 e del 1943, sempre il popolo forinese ha trovato in San Nicola il suo protettore, la sua guida, la sua difesa.
Noi continueremo a seguirlo e ad onorarlo così come hanno fatto i nostri nonni per conservare viva la devozione al nostro Santo.


immagini gentilmente concesse dal "Forino News"

Home Page | L'Istituto | Territorio | Progettualità | Iniziative | Uscite | Link | Varie | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu